Il 2025 rappresenta un anno cruciale e di grande svolta per le politiche ESG in tutta Europa. Grazie all’entrata in vigore del Pacchetto Omnibus promosso dalla Commissione Europea e all’adozione in Italia della Direttiva Stop-the-Clock, le imprese si trovano ad affrontare un quadro normativo profondamente aggiornato.

Questo nuovo contesto regolatorio introduce importanti rinvii, significative semplificazioni e una serie di nuove regole specifiche dedicate alla rendicontazione di sostenibilità, con l’obiettivo di rendere più chiari e trasparenti i criteri di responsabilità sociale e ambientale delle aziende.

Contesto normativo europeo: perché serviva un cambio di rotta

Negli ultimi anni, le normative ESG europee – dalla CSRD alla Tassonomia UE, dal CBAM alla CSDDD – hanno reso più solida la governance della sostenibilità. Tuttavia, la complessità e i costi di compliance rischiavano di penalizzare soprattutto le PMI.

Il Pacchetto Omnibus nasce per ridurre gli oneri amministrativi (-25% grandi imprese, -35% PMI), mantenendo al tempo stesso gli obiettivi del Green Deal 2050.

Contesto normativo: un cambiamento necessario

Negli ultimi anni, la regolamentazione europea in ambito ambientale, sociale e di governance ha visto una crescita senza precedenti. Normative come la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), la Tassonomia UE, il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) hanno posto le basi per un sistema di rendicontazione solido, ma complesso.

Tuttavia, questa accelerazione ha generato preoccupazioni soprattutto tra le PMI, che rischiano di essere travolte da un carico burocratico eccessivo. La risposta della Commissione è arrivata con il Pacchetto Omnibus, presentato ufficialmente il 26 febbraio 2025, che punta a una semplificazione normativa sostenibile, senza rinunciare agli obiettivi del Green Deal.

Che cos’è il Pacchetto Omnibus

Il Pacchetto Omnibus è un insieme di proposte legislative che tocca quattro aree chiave:

  • CSRD: bilancio e rendicontazione di sostenibilità
  • CSDDD: due diligence lungo la catena del valore
  • Tassonomia UE: classificazione delle attività sostenibili
  • CBAM: costo del carbonio per le importazioni

L’obiettivo: meno burocrazia, più proporzionalità e maggiore chiarezza per le imprese.ice: alleggerire il carico normativo e, al tempo stesso, conservare un impianto regolatorio efficace, allineato agli impegni europei per la neutralità climatica entro il 2050.

Direttiva Stop-the-Clock: recepimento in Italia

La Direttiva Stop-the-Clock, approvata ad aprile 2025, ha introdotto importanti rinvii sugli obblighi di sostenibilità:

  • Grandi imprese (Wave 2): obbligo CSRD dal 1° gennaio 2027
  • PMI quotate (Wave 3): obbligo CSRD dal 1° gennaio 2028
  • CSDDD: rinvio al 26 luglio 2028

Con la Legge di conversione del Decreto Omnibus (10 agosto 2025), l’Italia ha recepito queste novità, con due ulteriori modifiche:

  • aggiornato l’art. 124 del TUF, imponendo ai revisori un nuovo set di dichiarazioni sulla conformità della relazione sulla gestione
  • abolita la possibilità per le PMI quotate di omettere parte della rendicontazione fino al 2028

ESRS semplificati: standard più chiari e meno onerosi

Il Pacchetto Omnibus ha incaricato l’EFRAG di semplificare gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Le novità principali:

  • eliminazione degli ESRS settoriali
  • requisiti più chiari e meno ambigui
  • riduzione del contenuto (-25% grandi imprese, -35% PMI)
  • esclusione della “reasonable assurance” iniziale

I nuovi standard entreranno in vigore dal bilancio 2026 (report 2027) o definitivamente dal bilancio 2027 (report 2028).

Nuove soglie, Tassonomia UE e focus sulle PMI

IIl Pacchetto ha ridefinito anche le soglie dimensionali:

PMI: possibilità di adottare volontariamente il nuovo standard semplificato VSME

Imprese extra-UE: obbligo solo oltre 450 mln € di fatturato in UE e 50 mln € tramite filiali/succursali

Imprese UE: esclusione sotto i 1.000 dipendenti, anche con fatturati elevati

CBAM e CSDDD: semplificazioni per import-export e supply chain

Il CBAM introduce un’esenzione per le PMI: niente obblighi sotto le 50 tonnellate annue di importazioni.

La CSDDD, oltre al rinvio al 2028, concede più tempo per implementare la due diligence ESG nella catena di fornitura.

Sostenibilità: oltre la normativa, una leva competitiva

Nonostante i rinvii, la sostenibilità resta un fattore strategico:

  • le PMI più proattive potranno rafforzare l’accesso ai mercati e la fiducia degli stakeholder
  • le grandi imprese continueranno a chiedere dati ESG ai fornitori

I temi ESG (decarbonizzazione, biodiversità, benessere dei lavoratori, rischio climatico) restano centrali per innovazione e reputazione

Conclusione: non un passo indietro, ma un’occasione per fare meglio

Il Pacchetto Omnibus e la Direttiva Stop-the-Clock non segnano una frenata, ma una correzione di rotta verso una sostenibilità più proporzionata, chiara e applicabile.

Le imprese lungimiranti vedranno in questi cambiamenti non una scappatoia, ma una finestra di opportunità per rafforzare le proprie strategie ESG e trasformare la sostenibilità in un motore di crescita.

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